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MONTEMAGGIO ED I SUOI MISTERI!

Buongiorno a tutti dallo staff di Borgo de’Brandi!

Possiamo finalmente comunicarvi che è ufficialmente iniziata una nuova stagione! Siamo emozionati ed impazienti di conoscervi, non vediamo l’ora di regalarvi indimenticabili momenti di gioia e di relax!

Per iniziare al meglio, oggi vorremmo parlarvi di uno dei protagonisti dei nostri territori: il Montemaggio.

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Avrete sicuramente notato una montagna di piccole dimensioni che spicca sui nostri campi!

Per chi non lo sapesse, Montemaggio è uno dei fulcri della storia del nostro territorio, sia a livello storico che a livello…magico! Sono tantissime infatti le leggende che si tramandano davanti ai focolari delle nostre case riguardo questo piccolo rilievo, ed oggi vorremmo raccontarvene una.

Iniziamo dicendovi che la credenza popolare ha sempre tramandato l’idea che il Montemaggio fosse un vulcano, in realtà non è così, si dice però che addentrandosi tra le sue fronde si possano trovare le 7 porte dell’inferno!

Curioso vero?

Potrebbe essere divertente, durante un soleggiato pomeriggio di primavera, fare una passeggiata nel bosco e giocare a chi ne trova di più. Ma da dove iniziare? Purtroppo non esistono scritti che indichino di preciso l’ubicazione delle porte, esistono però testimonianze di chi le ha cercate e probabilmente le ha proprio trovate!

Ecco per voi qualche indizio che forse potrà aiutarvi nella ricerca:

La prima porta sarebbe vicino ad un arco da cui ci si immette nel sottobosco, mentre altri due archi sarebbero lì solo per confondere le idee.
La seconda e la terza porta sarebbero invisibili durante il giorno e verrebbero rilevate solo dalla penombra della notte. Attraversate anche queste due e marciando nel sottobosco si arriverebbe ad un radura al cui centro ci sarebbe solamente un albero secco. La terza porta sarebbe proprio sotto all’albero.

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Credit: Gabriele Ruffoli

Oltrepassata la “porta” dell’albero per raggiungere la altre bisognerebbe addentrarsi di parecchio nel bosco, fino a raggiungere un vecchio rudere abbandonato da almeno un secolo, di cui sono rimaste solo le mura esterne. Nonostante sia tutto crollato e la natura lo abbia ricoperto in gran parte, si potrebbe entrare in quella che era forse una torre e che pare abbia ancora un ingresso e un’uscita, e li si trovetebbero rispettivamente la quarta e la quinta porta.

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Credit: Gabriele Ruffoli

Da qui in poi le notizie si fermano: nessuno ha idea di dove siano le ultime due porte che permetterebbero di aprire un varco per l’Inferno e chi lo sa non ci terrebbe affatto a rivelarlo.


Ovviamente si tratta solo di storie e leggende ma tutto questo alimenta il fascino di questo luogo bellissimo e incantato, dove la suggestione prevale soprattutto per la bellezza della natura.

Che ne dite? Non avete una voglia matta di percorrere questi luoghi incantati?

Per facilitarvi, vi proponiamo un percorso ad anello abbastanza facile per godere al meglio di questi paesaggi magici!

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Nonostante questo lungo anello si svolga completamente nel bosco della Montagnola, offre l’opportunità di conoscere alcune tra le più interessanti testimonianze storiche, religiose e del lavoro agricolo e boscaiolo che hanno caratterizzato in passato questo territorio. L’itinerario ha inizio dal piccolo borgo di Scorgiano, situato sulla strada che traversa il Monte Maggio, (dal Pian del Lago al Ponte di S.Giulia in Val d’Elsa). Si prende il sent. n.° 103 e si costeggia il muro di cinta, sovrastato da lecci centenari, della Fattoria di Scorgiano. Questa grande struttura, ancora oggi in parte attiva, era, in un recente passato, il centro di raccolta di tutta la produzione contadina dei poderi limitrofi. Subito dopo un antico pozzo, che si trova di fronte al cancello della Fattoria, si devia a destra e si prosegue diritti per strada sterrata fino al Poggiarello. Da qui ha inizio un caratteristico sentiero di bosco che, in breve, ci porterà ad incrociare la strada che da Castel Petraia sale a Casa Nagli. Devieremo a sinistra e, dopo un centinaio di metri, a destra verso Montacuto che, essendo una proprietà privata, non può essere visitato, quindi proseguiremo, sempre seguendo il sentiero n.° 105, fino a raggiungere Casa Giubileo. Questa grande struttura,  racchiude un piccolo museo, dedicato alla Resistenza partigiana, qui particolarmente attiva durante l’ultima guerra. Seguiamo ancora il nostro sentiero per alcune centinaia di metri fino ad incrociare il sentiero di crinale
n.°100, proveniente da Monteriggioni, che prenderemo a destra per raggiungere la sommità del Monte Maggio (m. 671). Con una breve deviazione sulla destra, regolarmente segnalata, si raggiunge il Castellare, antica e caratteristica torre di avvistamento a pianta circolare. Proseguendo sempre per il sentiero n.° 100 arriveremo a Casa Alteri. Questa grande costruzione, oggi ridotta a rudere, situata su un piccolo pianoro all’incrocio di più strade, ridotte a sentieri dalla invadenza della vegetazione, testimonia l’importanza che il complesso aveva in passato per la popolazione della Montagnola. Era, infatti, una tappa essenziale, data la posizione, per chi si recava dalla Val d’Elsa verso Siena, ed era riparo per persone e animali, luogo dove si riposava e ci si rifocillava. A questo punto si abbandona il sentiero di crinale e si prende sulla destra il sentiero n.° 105, che ci porterà, sempre in leggera discesa fino a Cappella Nagli, caratteristica chiesetta ormai avviluppata dai lecci, che sembra vogliano nasconderla alla vista dei passanti. Da qui si scende a ritrovare il sentiero n.° 103, che prenderemo a sinistra per andare a chiudere il nostro anello a Scorgiano.

Sembra lungo ma vi assicuriamo che, se percorso con calma, può essere portato a termine facilmente da chiunque!

Siete pronti? Armatevi di acqua, un bel legno da usare come bastone, ed addentratevi in profondità nei misteri dei nostri boschi.

Un saluto dallo staff di Borgo de’Brandi!

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